Yogasutra di Patanjali Italian

Yoga Sutra di Patangiali - sri Italo Magos

1 Interpretazioni  sintetiche delle 51 frasi della prima parte del testo di 2500 anni fa: Yoga Sutra di Patangiali, trad. Taimni edit. Ubaldini 1970  a cura di sri Italo Magos per yogaapaia.it (da assimilare un po’ alla volta, stampare e segnare con una matita i passi che suscitano delle osservazioni)
 
1.1 Qui si conosce lo yoga: la ginnastica della mente
 
1.2 la mente agitata va calmata.
 
1.3 Così si cresce.
 
1.4 Perchè a volte si sta bene ed a volte si sta male?
 
1.5 La mente può far stare bene o male.
 
1.6 Bisogna  capire se si è nella realtà, nella illusione, nella  fantasia, nel  sonno o  nella memoria del passato.
 
1.7 La conoscenza si ha tramite un senso, più sensi o tramite la testimonianza.
 
1.8  La conoscenza è falsa se non corrisponde alla realtà.

1.9 E’  fantasia se si sa che non è reale, è allucinazione se la si crede realtà.
 
1.10 Il sonno è la stasi del corpo, ma è il riordino della mente.
 
1.11 La memoria è l’archivio.
 
1.12 Il benessere si raggiunge  con la costanza e lo sguardo rivolto avanti,
 
1.13 con la stabilità,

1.14 con la passione e l’interesse alla meta del benessere.

1.15 Lasciare le sciocchezze,

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Lo Yogasutra di Patanjali Bon Giovanni

A Patanjali si deve la codifica, o la compilazione sistematica, dell'arte e della scienza dello Yoga nello Yoga Sutra. Il testo illustra in sintesi il cammino Yoga volto alla Realizzazione del Sé. La compilazione di Patanjali si può far risalire a un'epoca tra il 400 e il 200 AC, ma la tecnica illustrata sembra fosse praticata fin dall'antichità.

L'istruzione detta dello Yoga Regale (RajaYoga) si fonda sulla definizione di un sapere metafisico applicato, realizzato nell'esperienza dello yogi, come raggiungimento della stabilizzazione della consapevolezza nell'Essere. Tale condizione si situa nel Kaivalya, o isolamento, oltre le miserie e le sofferenze del vivere, oltre le fugaci acquisizioni del mondo o dello spirito, come il nucleo di pura coscienza, indipendente e assoluto.
L'esperienza di realizzazione della natura assoluta dell'Essere, conseguita attraverso lo Yoga, non è differente dal principio enunciato nelle Upanisad, nella Bhagavad Gita e nella tradizione Vedanta nel suo insieme. Lo Yoga, quale "mezzo" ha il compito di illustrare all'aspirante le condizioni coscienziali preliminari e intermedie che sopraggiungono durante la ricerca. Secondo questo sistema, tutti i fenomeni, ordinari e straordinari, che si affacciano alla percezione dell'aspirante hanno come finalità la sua istruzione, e la purificazione dai desideri e dalle sofferenze. Il trattato è perciò limpido e diretto nel descrivere esperienze di natura soprasensibile e intuizioni spirituali, come altrettante modificazioni della mente, che non intaccano il testimone cosciente, lo sperimentatore, istruito a distaccarsi dalla forza attrattiva del mondo materiale come di quello sottile, per conseguire la libertà piena dell'essere. Questa condizione abbraccia e comprende ogni altra, inferiore, nella coscienza profonda della natura reale di tutto l'esistente, visibile e invisibile.
Le istruzioni che si susseguono nei quattro capitoli, sono di carattere pratico, minuziose, attente a cogliere i desideri di potenza e di conoscenza che il ricercatore può trovarsi ad affrontare nel cammino. Tali desideri offrono in ogni luogo la possibilità di comprendere il come e il perché delle forme di questo universo e della mente, essendo i nostri impulsi la matrice di ogni esistente. Attraverso la pratica della meditazione insegnata da Patanjali, il ricercatore emerge dal mondo delle illusioni mentali all'Isolamento - Liberazione, l'identità con il soggetto testimone, coscienza e conoscenza di tutto.
 
Libro Primo: Samadhi Pada del Samadhi
 
1. [Si illustra] ora la disciplina dello Yoga
2. Yoga è l'arresto delle modificazioni mentali.
3. A questo punto il testimone è stabile in sé stesso.
4. Negli altri stati esiste identificazione con i mutamenti della mente.
5. Le modificazioni della mente sono cinque. Possono essere dolorose o non dolorose.

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Yogasutra di Patanjali by Swami Satyananda Saraswati

1. Atha yoga nu sasanam:  Ora dunque (seguono) complete istruzioni riguardanti lo yoga.
2. Yoga citta-vrtti-nirodhah: Lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente
3. Tada drastuh svarupe 'vasthanam: Allora il veggente è fondato nella sua natura essenziale
4. Vrtti-sarupyam itaratra: Negli altri stati vi è assimilazione (del veggente) alle modificazioni (della mente).
5. Vrttayah pancatayyah klista aklistha: le modificazioni mentali sono di cinque tipi; esse sono dolorose o non dolorose.
6. Pramana-viparyaya-vikalpa-nidra-smrtayah: (Esse sono) retta conoscenza, conoscenza erronea, fantasie, sonno e memoria.
7. Pratyaksanumanagamah pramanani: Cognizione diretta, inferenza e testimonianza sono le sorgenti della retta conoscenza
8. Viparyayo mithya-jnanam atad-rupa-pratistham: La falsa conoscenza è una concezione falsa di una cosa la cui forma reale non corrisponde a tale concezione erronea
9. Sabda-jnananupati vastu-sunyo vikalpah: Un'immagine evocata dalle parole senza possedere dietro di sé alcuna sostanza è fantasia
10. Abhava-pratyayalambana vrttir nidra: Quella modificazione mentale che si fonda sull'assenza, in essa, di qualsiasi contenuto è il sonno
11. Anubhuta-visayasampramosah smrtih: La memoria è il non permettere ad un oggetto che sia stato sperimentato di fuggire dalla mente12. L'arresto delle modificazioni della mente si raggiunge con una pratica continua e con il distacco dalle passioni.
13. La pratica consiste nell'esercitarsi con costanza al fine di raggiungere la quiete.
14. La pratica diventa una realtà acquisita solo dopo un esercizio lungo, ininterrotto e compiuto con profonda dedizione.
15. Il primo stato di assenza di desiderio, o vairagya, si ottiene allorché coscientemente non si indulge più nella ricerca dei piaceri sensoriali.
16. Lo stato supremo di assenza di desiderio si verifica quando tutti i desideri cessano, in seguito alla scoperta della natura più intima del Purusha, il Sé Supremo.
17. Il samadhi con seme è accompagnato dal ragionamento, dalla riflessione, dalla beatitudine e da un senso di puro essere.
18. Nel samadhi senza seme, invece, si ha un arresto di ogni lavorio della mente, e la mente conserva solo impressioni non manifeste.
19. Il samadhi senza seme è conseguito dagli spiriti illuminati che hanno lasciato il corpo, o Videha, e dagli esseri i cui corpi vengono riassorbiti dalla natura, o prakriti-laya. Essi torneranno a rinascere in quanto conservano i semi del desiderio.

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Aforismi dello Yoga Sutra W. Q. Judge

Gli Aforismi dello Yoga rappresentano l'unico frammento in lingua sanscrita della filosofia di Patanjali su cui si fondano le moderne scuole di Hatha Yoga. Di Patanjali si conosce poco di certo, poiché la leggenda si perde nella notte dei tempi.

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Un commento agli yoga sutra di Patanjali

L'opera di Patanjali consiste in 196 sutra (in prima approssimazione potremmo tradurre questa parola con aforismi o versi) che descrivono con magistrale chiarezza e incredibile capacità di sintesi la filosofia Yoga. In realtà la parola sutra significa legame, sequenza o catena e indica come tutta l'opera sia un susseguirsi ininterrotto di idee che si incastrano perfettamente come i grani di una mala fino a formare un unico concetto che percorre in filigrana tutto il testo. Questa scrittura è anche chiamata Yoga Darshana che è spesso tradotto con "Filosofia Yoga" anche se in realtà la parola darshana ha un significato molto più profondo: letteralmente significa "vedere", quindi Yoga Darshana significa "il processo di vedere attraverso lo Yoga", ma si tratta di una vista preclusa agli occhi o ad ogni altro senso; è un vedere l'invisibile che si cela dietro la comune percezione.

Il testo è diviso in quattro sezioni:
 
1. Samadhi Pada (51 sutra): viene analizzata la natura generale dello yoga e poiché la tecnica essenziale è il samadhi, quest'ultimo viene trattato approfonditamente tanto da attribuire il nome alla prima sezione.
2. Sadhana Pada (55 sutra): contiene la teoria dei klesa ed un'analisi magistrale della sofferenza che la vita umana comporta ed affronta le prime cinque tecniche yoga cui si fa riferimento come bahiranga, ovverosia esteriori. Scopo di questa sezione è quindi preparare fisicamente e mentalmente il sadhaka alla pratica dello yoga superiore.
3. Vibhuti Pada (56 sutra): tratta le tre rimanenti tecniche (antaranga, cioè esteriori) e le siddhi cui queste naturalmente portano.
4. Kaivalya Pada (34 sutra): vengono esposti i problemi filosofici essenziali che lo studio e la pratica dello yoga comportano.

I versi si susseguono secondo una logica irrefutabile e sono meticolosamente disposti seguendo un ben preciso ordine, riuscendo a toccare ogni aspetto della filosofia yoga con sorprendente chiarezza. Ogni sutra è una piccola perla che racchiude un insospettato rigore scientifico in un guscio di pura poesia. Lo yoga di Patanjali è spesso chiamato ashtanga yoga, ovvero lo yoga degli otto stadi; infatti anche se l'autore offre un'ampia varietà di tecniche per armonizzare la mente e il corpo, il percorso principale si articola in otto stadi fondamentali.

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